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The rise and fall of Kebab Stardust

Non è più possibile negare che nel quartiere di San Lorenzo a Roma giri la droga. Tanta, tantissima e pesante. Talmente tanta che ormai permea l’aria e inquina ogni cosa. Anche i kebab. Insomma, ditemi se un kebab non è palesemente drogato quando uno passa per San Lorenzo, si prende una piadina al volo per cena, va a dormire e sogna questo.

Festival di Sanremo. Sul palco del teatro Ariston si esibiscono ballerine travestite da suore, stile Sister Act; nelle tonache al posto del nero c’è l’azzurro oltre alla immancabile cuffietta bianca con i lembi dritti ai lati; finisce il balletto e la telecamera va sull’étoile, nientepopodimeno che… Marvin Gaye: nero, sudato, affannato, sorridente e con la barba!
Ma questo è solo l’inizio perché l’ospite più importante deve ancora arrivare. Lo presenta Mike Bongiorno, in una veste insolitamente poco fastidiosa e senza pronunciare “allegria”: dopo un altro stacchetto con tazze giganti color pastello ammucchiate che si elevano una ad una a liberare un oggetto alto circa mezzo metro coperto da un telo, il presentatore introduce l’ospite come uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, toglie il telo e… allegria! sotto c’è David Bowie.
Beh non proprio lui, un televisore a led sagomato esattamente come il suo busto, Videodrome in collegamento da New York. La sagoma di Bowie, rilassata, fuma una sigaretta con le gambe accavallate.
Convenevoli di rito.
Applausi.
Giubilo.
Mike Bongiorno: “Ti ricordi di quel matrimonio in Calabria a cui abbiamo partecipato insieme?”
David Bowie (sorprendentemente non gli chiede di cosa si è fatto ma annuisce…): “Ahaha certo!”
MB: “Fantastico…”
DB: “Vi racconto un aneddoto su quella giornata, se volete”
MB (entusiasta): “Come no, prego!”
DB: “Ecco, c’era il testimone dello sposo (il sogno a questo punto propone immagine del testimone: un contadinotto tarchiatello, alto e coi capelli neri impomatati, vestito come si vestono i contadinotti calabresi ai matrimoni) che mi si è avvicinato, mi ha guardato e mi ha chiuso un bottone del cappotto mentre, a mo’ di insegnamento, mi redarguiva: Non si porta così!”
Grasse risate di Mike Bongiorno che nel frattempo si è portato in una saletta stile Discoring e si è trasformato in un presentatore inglese che io non conosco ma tutti i presenti sì. Grasse risate di David Bowie al pensiero di qualcuno che gli insegna come vestirsi. Grasse risate del pubblico.

Probabilmente, presumo, grasse risate pure del kebabaro di San Lorenzo. Mamma, è vero quello che dicono: appena ti giri un attimo ti mettono la droga nella carne!

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